Windows 7 RTM: come risolvere il falso allarme delle copie pirata

Oramai, da diversi mesi a questa parte, il tanto attesto OS Seven, di Microsoft, ha fatto la sua comparsa sul mercato, guadagnando sempre più il favore e il consenso da parte dell’utenza che per lungo tempo, a partire dalle prime indiscrezioni trapelate in rete, ha atteso questo momento.

Ovviamente, a partire dal primo momento in cui il tanto atteso Windows 7 è stato ufficialmente reso disponibile all’acquisto, sono iniziate a circolare le copie pirata, occasione che, seppur da una minima fetta d’utenza, è stata subito colta al volo.


Proprio in riferimento a quelle che sono le copie non autentiche dell’OS, l’azienda di casa Redmond, in seguito a diverse problematiche relative alla presunta genuinità di alcune copie di Seven, ha dichiarato ufficialmente la possibilità di correggere il suddetto errore, a patto però che il sistema operativo sia realmente originale.

Quanto appena citato costituisce una delle ultime dichiarazioni fatte dalla Microsoft in seguito a ciò che è stato rilevato da alcuni utenti in possesso di versioni RTM e non pirata di Windows 7 che, apparentemente senza alcun motivo, hanno visto apparire sul proprio schermo un messaggio indicante la non autenticità del sistema e relativo codice d’errore 0×80070005, con conseguente oscuramento dello sfondo del desktop.

Il medesimo problema si è però verificato anche con tutti coloro che, qualche tempo addietro, si erano presati ad effettuare “legalmente” il download di versioni di prova del tanto amato Seven.

La grave problematica, indicata anche da quello che il supporto tecnico Microsoft, sembra essere motivata da una mancanza di autorizzazioni nel registro di sistema in riferimento alla chiave HKU S-1-5-20, che altro non è se non il probabile risultato dell’applicazione di un Plug and Play GPO.

Proprio per questa ragione, Microsoft, a breve, rilascerà un apposito aggiornamento al fine di risolvere la grave e fastidiosa problematica, tuttavia, qualora fosse nelle vostre intenzioni correggere questo spiacevole inconveniente il prima possibile, potete prendere in considerazione una delle due soluzioni, valide e certificate, di seguito elencate.

Metodo A: Disabilitare il Plug and Play Policy

1- Al fine di verificare l’errore è possibile controllare il tutto tramite client, per cui sarà necessario avviare il processo di configurazione guidata della Policy facendo su Start/ Esegui ed inserire il comando rsop.msc

2- A questo punto sarà necessario Visionare il percorso Configurazione computer/ Policies/ Impostazioni di Windows/ Impostazioni di protezione/ Servizi di sistema

3- Ora, se il servizio Plug and Play risulta configurato mediante Group Policy verrà riportato nella sezione raggiunta con altre impostazioni “non definite”, così da poter verificare anche quali criteri di gruppo sono stati applicati nella suddetta sezione.

4- Disattivare la Policy di gruppo definita nel primo passaggio e modificarlo in “Non definito” o in alternativa forzarne le impostazioni riapplicando gpupdate/forza e riavviare.

Metodo B: Modificare i permessi del Group Policy

1- Visionare la sezione relativa al Group Policy come indicato nel metodo A, ed aprire le relative impostazioni

2- Cliccare quindi sul pulsante “Modifica protezione” e successivamente su “Avanzate”

3- In “Impostazioni avanzate di protezione per Plug and Play” fare click su “Aggiungi”, inserire dunque l’account del servizio e confermare il tutto cliccando su “OK”

4- Selezionare le autorizzazioni di seguito riportate presenti nella sezione “Consenti” e confermare nuovamente il tutto

Query template
Query status
Enumerate dependents
Interrogate
User-defined control
Read permissions

5- Avviare gpupdate /force dopo aver applicato le precedenti autorizzazioni

6- Verificare che le autorizzazioni vengano applicate con il comando sc sdshow plugplay

Di seguito sono riportati i diritti da applicare al servizio Plug and Play in SDDL:

D:(A;;CCDCLCSWRPWPDTLOCRSDRCWDWO;;;SY)
(A;;CCDCLCSWRPWPDTLOCRSDRCWDWO;;;BA)
(A;;CCLCSWLOCRRC;;;IU)
(A;;CCLCSWLOCRRC;;;SU)
S:(AU;FA;CCDCLCSWRPWPDTLOCRSDRCWDWO;;;WD)

(A;;CC LC SW LO CR RC ;;;SU è un Access Control Entry (ACE) che permette di ottenere i diritti verso “SU” (SDDL_SERVICE – Service logon user)

A: Access Allowed
CC: Create Child
LC: List Children
SW: Self Write
LO: List Object
CR: Control Access
RC: Read Control
SU: Service Logon User

Qualora non vi fossero i GPO al loro posto è probabile che un’altra attività abbia cambiato le impostazioni predefinite del registro, per cui sarà necessario aggirare la problematica nella seguente modalità:

1- Avviare l’editor di registro

2- Trovcare la chiave di registro HKEY_USERS S-1-5-20, cliccarvi su con il tasto destro e sezionare la voce “Autorizzazioni”

3- Se il servizio di rete non è presente fare click su “Aggiungi”

4- Immettere il nome dell’oggetto, selezionare il relativo Network Service ed infine eseguire il controllo relativo al nome e confermare il tutto.

5- Riavviare ora il computer e completare dunque l’attivazione dell’OS

Abbonati Gratis a GeekItaly per News in Anteprima!