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Fino al mese scorso il Pentagono vietava tassativamente ai marines americani in missione l’utilizzo di social network come Facebook e Twitter nonché siti di condivisione video come Youtube. Il motivo era duplice, da una parte problemi tecnici legati alla banda larga; dall’altra parte il collegarsi a siti del genere poteva, a parere del Governo Usa, mettere a repentaglio la sicurezza dei soldati data la vulnerabilità del sistema informativo.
Dalla fine del mese di febbraio, il Pentagono autorizza finalmente i marines impegnati in missioni militari ad utilizzare internet ed i social network, per rimanere in contatto con i propri cari.
Il Ministero americano della Difesa, durante questo periodo di “divieto” ha effettuato delle analisi cercando di valutare i rischi effettivi dell’utilizzo di siti “social” da parte dei soldati in missione. Dall’analisi è emerso che l’accesso ad internet, e in particolar modo a piattaforme di tipo sociale, come Facebook, garantirà uno status psico-fisico migliore ai soldati, che riusciranno cosi a mantenere vivi il legami con i propri cari.
L’autorizzazione prevede l’accesso alle risorse online in maniera limitata. Ogni vertice militare infatti assegnerà ai soldati un determinato numero di ore di accesso alla rete. Siti e chat che presentano contenuti violenti, pornografici e giochi d’azzardo rimangono severamente vietati. Dal 2008 anche le riviste cartacee soft-porno (come “Playboy”) sono vietate ai marines americani.
Il mantenere questa politica, a detta di alcuni “proibizionistica”, risulterebbe alquanto ambiguo e controproducente.
Nel 2005 vi fu un enorme scandalo per la diffusione di siti che in cambio di foto ritraenti violenze di guerra, davano in cambio ai soldati immagini contenenti scene di nudo e soggetti impegnati in atti sessuali. Più la scena inviata era violenta, più la foto ricevuta in cambio era “hard”.
A parte la disumanità del caso, sulla quale non si discute, è stato dimostrato come escamotage per accedere a contenuti per adulti se ne trovino, e questi sono solo i casi resi pubblici.
Superato il rischio legato ad attacchi hacker, superati i problemi tecnici della banda larga, e soprattutto una volta che sono state affidate determinate ore d’accesso ad internet, ai social network, molte truppe si domandano a cosa sia dovuta tutta questa ostinazione nei confronti del porno. Eccessiva distrazione?
Sarebbe relativo dato che la dipendenza dal sesso spesso viene paragonata alla dipendenza da internet, in particolare da piattaforme di tipo sociale.
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Proprio così, che voi ci crediate o meno, Youtube (quindi Google) ha detto basta ad Internet Explorer 6.
In questo modo, gli utenti che utilizzavano questo browser, circa il 20% di chi naviga nel web, saranno costretti a dover installare un altro programma più recente che gli consenta la piena navigazione.
Le intenzioni di Google erano proprio quelle di far abbandonare, gradualmente, l’utilizzo di questo sistema di navigazione. Al contrario della parola “gradualmente” però, viene svelata una data entro il quale questo 20% di persone dovrà correre ai ripari con un altro Browser.
Continua a leggere YouTube dice basta ad Internet Explorer 6

Musica e Youtube costituiscono un’accoppiata davvero vincente: ascoltare musica su Youtube, dai videoclip musicali, costituisce un’attivtà davvero comune per milioni di persone, in grado di accrescere ancor più l’enorme popolarità del portale di video sharing. Nell’attesa che VEVO venga resto disponibile anche in Italia, (potete comunque utilizzare un proxy USA – Esempio –) possiamo comunque utilizzare un pratico servizio Youtube per la gestione delle playlist, mixare le canzoni e molto altro ancora.
Continua a leggere Musica su Youtube: il progetto “YouTube Disco”
Dopo la possibilità di seguire le olimpiadi 2010 direttamente su Google Street View, il colosso di Mountain View ha architettato e reso pubblica un’altra interessante caratteristica. Stavolta, interessa però il celeberrimo portale di condivisione video YouTube.
Continua a leggere Un servizio di YouTube per testare la connessione
Per gli utenti particolarmente sensibili a scene violente e per salvaguardare i bambini da immagini troppo forti, Youtube inserisce una nuova funzione: il “Safety Mode”.
Il filtro svolge una funzione analoga al “parental control” utilizzato per la tv satellitare.
Basta cliccare sul link “Modalità di protezione ” posto in fondo alla pagina, sulla sinistra, selezionare la voce “attiva” per aggiungere la nuova funzione.
Continua a leggere Youtube introduce filtri per tutelare i minori
YouTube, il portale di condivisione video più famoso al mondo, è una miniera non solo di video musicali e spezzoni di film, ma anche di ogni tipo di genere alternativo, umoristico e divertente. Nella fattispecie, vogliamo proporre due video particolarmente interessanti scoperti nel network di recente.

Dopo aver saputo che YouTube ha deciso di chiudere il suo servizio di download di video, per il momento, la vostra prima reazione potrebbe essere “ Ehi, ma Youtube aveva un servizio di download video?? Infatti, ben poche persone sapevano che il servizio è stato lanciato nel mese di febbraio, permettendo ai creatori di contenuti di inviare video gratuiti e a pagamento su YouTube. Continua a leggere YouTube dice addio al suo programma per i download

Youtube, il più grande sito di condivisione video al mondo con più di un miliardo di video visti al giorno e decine di migliaia di video disponibili è usato da un numero sempre maggiore di persone e si a sempre più volte la necessità di dover caricare più di un video contemporaneamente e in minor tempo possibile.
A prima vista quando carichiamo un video non ci è data la possibilità di caricarne un’altro o più insieme ma se guardiamo guardare meglio ci accorceremo che proprio in fondo alla pagina si trova un link che ci invita ad usare il plugin di caricamento collettivo in caso di necessità Continua a leggere Youtube, caricare più video contemporaneamente

Google introduce una novità all’interno dei video pubblicati su YouTube. Infatti, nasce la possibilità di inserire un opzione in più per gli utenti che inseriscono i loro video: inserire le didascalie. Un processo che a prima vista potrebbe sembrare troppo “ingombrante” e che impiega troppo tempo, visto che i video su YouTube sono milioni. Continua a leggere Google: Didascalie video YouTube

Ad oggi, l’utilizzo di YouTube, il noto canale video by Google, costituisce una delle attività maggiormente svolte dagli utenti, i quali spesso si ritrovano ad utilizzarlo alla ricerca di contenuti interessanti ma anche divertenti.
Continua a leggere GifSoup: trasformiamo i video di YouTube in divertenti GIF animate
Fino al mese scorso il Pentagono vietava tassativamente ai marines americani in missione l’utilizzo di social network come Facebook e Twitter nonché siti di condivisione video come Youtube. Il motivo era duplice, da una parte problemi tecnici legati alla banda larga; dall’altra parte il collegarsi a siti del genere poteva, a parere del Governo Usa, mettere a repentaglio la sicurezza dei soldati data la vulnerabilità del sistema informativo.
Dalla fine del mese di febbraio, il Pentagono autorizza finalmente i marines impegnati in missioni militari ad utilizzare internet ed i social network, per rimanere in contatto con i propri cari.
Il Ministero americano della Difesa, durante questo periodo di “divieto” ha effettuato delle analisi cercando di valutare i rischi effettivi dell’utilizzo di siti “social” da parte dei soldati in missione. Dall’analisi è emerso che l’accesso ad internet, e in particolar modo a piattaforme di tipo sociale, come Facebook, garantirà uno status psico-fisico migliore ai soldati, che riusciranno cosi a mantenere vivi il legami con i propri cari.
L’autorizzazione prevede l’accesso alle risorse online in maniera limitata. Ogni vertice militare infatti assegnerà ai soldati un determinato numero di ore di accesso alla rete. Siti e chat che presentano contenuti violenti, pornografici e giochi d’azzardo rimangono severamente vietati. Dal 2008 anche le riviste cartacee soft-porno (come “Playboy”) sono vietate ai marines americani.
Il mantenere questa politica, a detta di alcuni “proibizionistica”, risulterebbe alquanto ambiguo e controproducente.
Nel 2005 vi fu un enorme scandalo per la diffusione di siti che in cambio di foto ritraenti violenze di guerra, davano in cambio ai soldati immagini contenenti scene di nudo e soggetti impegnati in atti sessuali. Più la scena inviata era violenta, più la foto ricevuta in cambio era “hard”.
A parte la disumanità del caso, sulla quale non si discute, è stato dimostrato come escamotage per accedere a contenuti per adulti se ne trovino, e questi sono solo i casi resi pubblici.
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[important]Update: questo post è stato aggiornato da tante novità introdotte nella categoria
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